• Pubblicata il:
  • Autore: BELL'UCCELLO
  • Categoria: Racconti gay
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VITA DA BOY - parte 4

VITA DA BOY - parte 4 Ci siamo sbrigati, abbiamo preso tutti gli asciugamani e le salviette e li abbiamo nascosti sul retro, sotto una finestra aperta. - Pronti! Noi andiamo un attimo alla reception a informarci sulle pizzerie vicine, tu fa in fretta, mi raccomando, e lascia la porta aperta... Mario si sentiva in colpa e si è precipitato in bagno, noi siamo rientrati senza farci sentire recuperando gli asciugatoi, e ci siamo appostati dietro la porta. Dopo neanche cinque minuti, è uscito con le mani sui genitali. - Hey gente, dove sono gli asciugatoi? Nessuna risposta. Cominciava a fare freschino e lui, infreddolito, continuava ad aprire armadi e cassetti. Coi suoi 105 chili di ciccia, sembrava un tricheco disperato. Dopo averlo incappucciato con un asciugamano, l'abbiamo legato su una sedia all'incontrario. Gli è stato detto che, per espiare la sua colpa, doveva sottoporsi al gioco da noi chiamato "il pompino del soldato". Cioè indovinare solo con la bocca e con lingua di chi era il cazzo che stava succhiando. Per ogni errore, avrebbe ricevuto 10 forti sculacciate con le racchette di legno da tennis beach. Tolto il cappuccio e messa una benda, ho cominciato io. Gli ho strofinato il cazzo moscio sulle labbra e lui si è dato da fare. Ha leccato, ha succhiato ed è diventato duro. Allora l'ho preso per i capelli e l'ho scopato nella bocca fino a sborrare. - Questo era Bell'uccello, sono sicuro! - Bravo, hai indovinato! Adesso arriva l'altro... Ho passato un po' del mio sperma sul glande di Cesare. Il suo cazzo era morto e, dopo l'inculata a Luigi, faticava a raggiungere l'erezione. Eravamo soltanto in due e dovevamo ingannarlo. Mario succhiava, ma senza successo. Ad un certo punto, ha gridato: - C'è ancora sperma e gli serve un po' di tempo per tornare a drizzare. Questo è ancora Bell'uccello! Pensavate di fregarmi, eeeh? Gli ho levato la benda e si è accorto che era Cesare. - Non vale, avete barato! Abbiamo impugnato le racchette e, ciascuno di noi, gli ha stampato 5 violente sculacciate sui glutei. Avete presente il film "L'attimo fuggente", quando il preside picchia lo studente "Nuanda" con quell'attrezzo di legno? Ecco, proprio così! Per le botte prese, il didietro di Mario era rosso e livido come un peperone troppo maturo. Dopo mezz'ora, arrivati in pizzeria, noi ci siamo seduti e lui invece è sempre rimasto in piedi. Chissà... forse aveva dei problemi al culo! FINE

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