SINGLE FACOLTOSO CERCA ESCORT PER MANDARLA A CAGARE - 2^ puntata

SINGLE FACOLTOSO CERCA escort PER MANDARLA A CAGARE - 2^ puntata

Sono salita alla reception e lui era lì ad aspettarmi, seduto su un elegante divano di bambù mi ha riconosciuto subito (merito della foto). Sui 70, ben vestito e fin troppo educato, ha chiamato l'ascensore e mi ha accompagnato in camera.
Appena entrati, mi ha offerto un vassoio con due bicchieri di Bacardi-Cola. Vicino c'era una busta chiusa con su scritto "Per Barbara". Conteneva il mio cachet e me lo consegnava in anticipo. Non sapevo se essere contenta o preoccupata da tanta gentilezza.
- Barbara, lei è davvero incantevole e la ringrazio per aver accettato. Io sono solo un vecchio vizioso e devo confessarle che a volte mi vergogno di quel che faccio. Ma ormai sono quasi impotente e uso il mio denaro per procurarmi piacere attraverso il feticismo. Stia tranquilla, lei non corre nessun pericolo ma, come le ho detto al telefono, le mie richieste sono un po' strane.
- Sì, ho capito quello a cui si riferisce e, da professionista quale sono, ho già avuto questo tipo di esperienze...
- Oltre che bellissima, vedo che è anche piuttosto colta e questo per me è ancora più eccitante perchè...
- Perchè?
- Perchè, quando saremo nudi, io la osserverò da vicino mentre fa la cacca e la pipì. Anche per questo le ho offerto un cocktail ghiacciato, spero non le dia fastidio.
- No, ci sono abituata. Anzi, proprio per accontentarla, oggi ho trattenuto lo stimolo e non vedo l'ora di, come dire... cagare!
- Ecco, brava! Abbandoniamo l'italiano perfetto e lasciamoci andare ai termini più volgari, sono molto più eccitanti.
Gli ho tolto tutti i vestiti e gli ho sfiorato il pene moscio e i testicoli pesanti. Poi ho fatto un rapido strip-tease esibendo in particolare il culo e la figa, e strofinandoglieli addosso. Gli ho anche appoggiato le
mammelle sulla bocca e, con sorpresa, ho notato che il suo cazzo si gonfiava. Forse quel "quasi impotente" era più un "quasi" che un "impotente".
- Vedo che il suo cazzo si sta indurendo. Prima di andare in bagno, vuole scoparmi, incularmi, vuole che le faccia un pompino?
- No, no... però non andremo in bagno, per osservare bene da vicino ed annusare, ho inventato uno strumento particolare. Io lo chiamo "Water Visivo".
Dal trolley coi suoi vestiti, ha tirato fuori una specie di sedia pieghevole. Aveva un normale schienale in plastica, ma il sedile era stato sostituito da una tavoletta per water inglese (quella con lo spazio vuoto davanti). Praticamente il telaio in acciaio di un cesso, in cui si poteva vedere tutto, anche tramite i due specchi portatili in dotazione.
- Spero che non sia scandalizzata, in fondo è soltanto una sedia pieghevole...
- Sì, ma la materia prima dove... finisce?
- Oh, quello non è un problema. si mette un sacchetto impermeabile sotto oppure si lascia sul pavimento. Mi occuperò io di pulire... procediamo?
Ha sistemato una sportina biodegradabile appiattita in mezzo alla camera e, sopra, il suo water visivo. Ha impugnato i due specchi portatili e si è disteso su un fianco lì vicino, nudo come un verme. Aveva solo gli occhiali!
Devo ammettere che ero piuttosto imbarazzata, però il compenso era notevole e non dovevo neanche farmi scopare. Ho sculettato un po', mi sono infilata un dito in vagina e poi l'ho messo in bocca (un po' di coreografia non fa mai male). Mi sono seduta a cosce aperte massaggiandomi prima le mammelle e poi la pancia. Lui era a pochi centimetri e manovrava gli specchi per osservare nei dettagli ano e figa.
Ho fatto qualche contrazione e, anche per merito del cocktail, mi sono esibita in una pisciata lunga ed abbondante. In pochi secondi, il suo cazzo è diventato dritto e rigido come quello di un ventenne, ha mollato uno dei due specchi ed ha iniziato a masturbarsi.
Poi mi sono concentrata ondeggiando il bacino. Come già detto, nel pomeriggio avevo trattenuto lo stimolo della cacca per fare bella figura. Ma la cronica stitichezza mi ostacolava e ho dovuto spingere con forza, ansimando ed emettendo dei gemiti dopo ogni sforzo.
Finalmente, piano piano, è uscito il primo stronzo. Era duro e lungo come una salsiccia. Il mio cliente era estasiato da quella espulsione così lenta e si masturbava sempre più in fretta. Quando il primo si è staccato e si è tuffato nel water, il secondo (sempre enorme) è uscito con più convinzione e morbidezza, però sempre con calma. Stavo per evacuare il terzo, ma il cliente si è alzato dal pavimento e mi ha ficcato il pene in bocca. Alla faccia della quasi impotenza, era grosso, duro come il marmo e, poco dopo, mi ha scaricato in bocca una tazzina di sperma caldo.
Lui si è steso sul letto per il riposo del guerriero, e io sono sono rimasta seduta con il terzo stronzo metà fuori e metà dentro. Mi ci sono voluti altri tre minuti di spinte per... cagarlo!
Che s'ha da fa' pe' campa'!
Adesso sono davvero stufa del "fai da te". Visto che già navigo e scribacchio su questo sito, oggi stesso chiamo Piccole Trasgressioni e sento se possono farmi un po' di Pubblicità con la "P" maiuscola.
FINE

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