• Pubblicata il:
  • Autore: Greta
  • Categoria: Racconti trav
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Lo Psicanalista Maiale & Altre situazioni Assurde

Molta Gente Detesta andare dallo strizzacervelli, personalmente penso che sia un lavoro interessante,si scova nelle teste delle persone e si ascoltano i cazzi altrui, oltre che essere ben pagati per farlo. il mestiere dello Psicologo e di ascoltare i disagi altrui, e consigliare dei rimedi o delle cure alternative che possano piu' o meno alleviare i problemi del prossimo. ma questo lo sapete già, era solo per chiarire che trovo interessantissimo questo lavoro, anche se devo ammettere che troppe volte ci si trova davanti dei puri e semplici ciarlatani e pochi veri professionisti del mestiere. un po come in tutte le professioni, dove ci sono i seri e meno seri del settore. Stanca di vedermi Troieggiare con tutti gli uomini che incontravo, Mia Mamma mi ha portata da uno di questi signori. devo ammettere che Mamma le ha tentate davvero tutte per tenermi lontana dal cazzo e dalle porcate che facevo, ma con scarsissimi risultati il piu' delle volte. dunque, mi è toccato pure prendere un appuntamento con uno di questi signori ben pagati per ascoltare i fatti degli altri. non so cosa sperasse di fare mia mamma mandandomi da uomo ma la assecondai per puro interesse. come torno a ripetere, mi è sempre interessata la psicologia umana e se non altro potevo vedere all'opera uno di questi tizi che fino d allora avevo solo visto in TV o al massimo letto qualche libro. mi trovai in un lussuoso palazzone di ben dieci piani, con tanto di portiere e portineria... cosa in voga fino la metà degli anni Novanta, avere palazzoni con portiere e guardiola. oggi non si usa piu',presa l'ascensore in compagnia di Mamma, che per l'occasione mi aveva gentilmente a modo suo, chiesto di vestirmi il piu' normale possibile (per me vestirmi normale senza essere Provocante era un vero problema al tempo) gli concessi di essere coperta anche se faceva già caldo per il mese di maggio inoltrato. quindi con un paio di leggins neri aderentissimi, lucidi, i soliti stivaloni americani rigorosamente SOPRA i pantaloni, una T-SHIRT nera senza maniche tipo canotta,cinturone borchito con fibbia a teschio braccialetti molticolore ai polsi (si usavano molto negli anni Ottanta Novanta), capelli legati a coda con ciocche ai lati del viso pendenti, mi ero concessa un filo di trucco che mamma non approvava ma me ne fregai e lo misi. matita fondotinta e lucidalabbra rosa. un paio di occhiali scuri stile Rayban anche questi molto in voga negli anni scorsi. mi presentai cosi' nello studio dello psicologo nel primo pomeriggio di una giornata di sole e caldo maggio. lo studio era molto elegante e lussuoso non ce che dire, composto da una saletta d'attesa con divanetto in pelle nera lucida, riviste sparse su un tavolino rotondo al centro, lampade alte ai lati della stanzetta quadrata, faretti al soffitto bianchi, tappeto sul pavimento di legno scuro. ci sedemmo ad attendere, mentre Mamma mi ripeteva la solita manfrina di comportarmi bene di non farle fare le solite figuracce e bla bla bla. la ascoltavo distratta ero piu' interessta all'ambiente dove ci trovavamo. era evidente che di soldi quello ne faceva, per permettersi un'ambiente cosi' elegante e costoso. mi chiesi quanto fosse il suo compenso e se valeva dvvero la pena buttar via dei soldi cosi'. notai che non aveva ne segretaria ne chi prendesse gli appuntamenti, o almeno non era in studio quel giorno. a parte la musica a basso volume che usciva da delle casse attaccate al muro in alto sparse per la stanzetta, tutto era silenzio. Era passata poco piu' di mezz'oretta da quando eravamo arrivate e già mi stavo annoiando, guardai Mamma sbuffando e chiedendo di andarcene, ma lei fu irremovibile. finalmente L'uomo si decise ad uscire dal suo studiolo, ci strinse la mano e ci presentammo... L'uomo mi guardò subito con una strana espressione incuriosita, ascoltò rapidamente la spiegazione assai imbarazzata di Mamma che gli disse piu' delicatamente possibile che ero una Troia della peggior specie, e l'uomo ne fu ancora piu' interessato. poi lasciata Mamma in saletta d'attesa, seguii L'uomo nel suo studio, chiusa la porta l'uomo mi fece accomodare gentilmente sul lettino che aveva vicino ad un grande finestrone con tende bianche pesanti, la luce del sole del pomeriggio filtrava a malapena dentro. appena mi sdraiai sul lettino cercando di seguire il consiglio dell'uomo a rilssarmi, mi colpi' una bella frecciatona che L'uomo mi lanciò a freddo, non mi aspettavo che esordisse a quel modo... L'uomo infatti mi apostrofò cosi': " ti Piace Fare La Troia Eh?". Rimasi ammutolita davanti a quella frase poco professionale e del tutto spiazzante. mi ripresi subito però, candidamente e guardandolo bene in faccia senza problemi, gli risposi a tono: " Troia e il mio Vero Nome.. e se proprio dobbiamo dirla tutta, di cazzi ne ho fatti svuotare parecchi". stavolta fui io a spiazzare L'uomo che rimase a bocca aperta non aspettandosi la mia risposta pronta. come si dice, chi la fa.... sono sempre stata una che non si fa mai mettere i piedi in testa, ne che si fa prendere per il culo dalle persone. so rispondere a tono se serve e lo dimostrai subito. L'uomo si tolse la giacca allentandosi anche la cravatta con la solita scusa del caldo, poi mi chiese di raccontargli per filo e per segno la mia storia. perchè mi piaceva fare la Vacca con tutti come detto da Mamma poco prima, e perchè mi sentissi donna senza vergogna ne problema, iniziai a raccontarmi all'uomo, che ogni tanto prendeva appunti su un tablet palmare che teneva in mano. ma credo fosse piu' interessato alle mie forme piu' che alla mia storia. lo fissavo continuamente, e vedevo che L'uomo era attratto visibilmente da mè, da come mi squadrava e da come mi faceva domande specifiche sui miei rapporti con i maschi. a quel punto cercai di smascherarlo del tutto, avevo già capito che quello era solo un Porco altro che psicologo. con la stessa scusa che aveva usato lui per togliersi la giacca e sbottonarsi la camicia, dissi che faceva caldo e chiesi se potessi mettermi piu' a mio agio. L'uomo ovviamente mi assecondò, non sapeva il poveretto che sotto ai Leggins indossavo delle calze a rete e un tanga Nero. Mamma mi aveva costretta a coprirmi fuori, ma certo non aveva controllato cosa avevo messo sotto. a quel punto tolsi anche la T-shirt canotta, mostrando un reggiseno Nero in pizzo. i giochi erano fatti, restando in intimo davanti agli occhi dell'uomo continuai a raccontarmi, ma notai che lui era ora piu' attento che mai al mio abbigliamento, ero eccitata non lo nascondo, mi piaceva quel gioco, il mio cazzo si era indurito e si vedeva bene dentro lo striminzito tanga che a malapena lo conteveva. non mancò molto che fece capolino fuori a quel punto perchè continuare a nasconderlo? chiesi il permesso di estrarlo completamente, scostai da un lato il tanga e tirai fuori il cazzo già duro e lungo. aspettai solo un suo gesto, che non tardò ad arrivare e la sua calda manona arrivò finalmente a prendermelo in mano e masturbarmi piano dolcemente. mi bloccai, ma L'uomo volle che continuassi a parlare, lo accontentai e continuai a parlare delle mie porcate e delle mie scopate con gli uomini. mentre ora la sua mano iniziava a masturbarmi sempre piu' forte, stavo per venirgli sulla mano lo confesso, mi trattenni a stento e con uno sforzo enorme per non riempirgli il pugno con cui mi masturbava. ad un tratto l'uomo lasciò completamente il tablet sulla scrivania, e iniziò a spogliarsi nudo senza dare nessuna spiegazione del suo gesto. lo lasciai fare limitandomi a sorridergli con un'espressione di soddisfazione sul viso. sapevo che alla fine lo avrei smascherato, quello era solo un maiale altro che psicologo, ma volevo divertirmi un pò con lui prima di infliggergli il colpo finale, uno cosi' non aveva diritto di rubare soldi truffando la gente, e farsi la bella vita alle spalle degli altri. continuai la farsa e quando il porco finalmente fu nudo, lo invitai sul lettino insieme a mè. Devo dire a sua difesa che era un bel toro di uomo, aveva un bel fisico magro muscoloso e ben fatto senza peli e un cazzo di tutto rispetto. Sapevo che Mamma era a pochi passi da noi li' fuori nella saletta d'attesa, ma non volevo chiamarla per il momento. avrebbe sicuramente dato la colpa di tutto a mè come sempre, e avrebbe sicuramente interrotto la scopata che ci stavamo apprestando a fare. lasciai dunque che l'uomo mi facesse voltare a pancia sotto, e mi salisse sopra da dietro, montandomi come una cagna in calore. mi scostò da un lato il filo del tanga e mi puntò la sua grossa cappella dritta tra le natiche spalancate da lui stesso. senza nemmeno preoccuparsi di usare un preservativo, spinse piano dentro il suo cazzo fino a penetrarmi completamente. io li sdraiata, mi lasciai andare del tutto chiusi gli occhi e Feci un lungo gemito o sospiro. sospirai forte quando il suo cazzo raggiunse tutto il mio culo e le sue palle iniziarono a sbattere sulle mie natiche facendo avanti e indietro con un Cik Ciak continuo. a quel punto l'uomo iniziò a darsi davvero da fare facendomi morire di piacere ad ogni spinta. 'Ti Sfondo questo Culo da Zoccolona... Vedrai tua Mamma cosa ti dirà poi', mi sussurrava il Maiale mentre mi affondava il cazzo dentro e fuori." Inutile dirvi che me la godevo, se quella era la sua cura, aveva scelto proprio un bel metodo con me. intanto che mi facevo sfondare il culo da lui, Mamma era sempre fuori nella stanza accanto a pochi passi nel corridoio, e la tentazione di chiamarla e farla entrare fu troppa devo ammetterlo. anche se lo avessi fatto, non vedevo come farlo, se mi muovevo per chiamarla finivo per interrompere la scopata con l'uomo, e magari quello per paura di esser scoperto non avrebbe piu' continuato o avrebbe fatto qualcosa per darmi la colpa di tutto. mentre pensavo su queste cose, l'occhio mi cadde sul cellulare. potevo fare uno squillo a Mamma, se capiva al volo sarebbe venuta a bussare alla porta almeno. chiamarla avrebbe destato troppi sospetti sull'uomo, che dovevo cogliere in fallo assolutamente. tra un'orgasmo e un sospiro, allungai un braccio prendendo il mio telefonino, e con non poca difficoltà,sono riuscita senza farmi notare troppo dall'uomo,impegnato a darci dentro sul mio bel culo oramai ben sfondato e aperto dal suo grosso cazzo, a comporre il numero di quello di mamma e fargli un paio di squilli, sperando che non richiamasse ma la facesse muovere e venire a bussare alla porta dello studio dove venivo sfondata dall'uomo nudo sul lettino. Mamma che nonostante l'età, e sempre stata una donna sveglia, ha colto in pieno il mio intento, si alzò, percorse il breve corridoio deserto che la separava da noi, e infine bussò chiedendo permesso. l'uomo sentendo bussare si fermò all'istante, ma non fece in tempo a ricomporsi e scendere dal lettino, dato che Mamma lo precedette spalancando la porta, e beccandolo sul fatto ancora con il cazzo ben affondato tra le mie chiappe. ci fu un momento di gelo e silenzio assoluto, subito rotto da Mamma che con espressione incazzata chiese subito una spiegazione,rivolgendosi principalmente a me come sempre la responsabile secondo lei di tutto. ma stavolta nemmeno l'uomo aveva scusanti,infatti mamma pretese spiegazioni anche da lui, che intanto in fretta e furia, tolse il cazzo dal mio culo ancora bello duro, prese i vestiti al volo e scappò in bagno uscendo dallo studio come una scheggia,chiudendosi nel bagno li vicino per ricomporsi e magari trovare una scusa valida per quel comportamento. prima che potesse tornare, affrontai io mamma, mentre mi rivestivo seduta mezza nuda sul lettino medico. cercai di spiegare a Mamma, che era stato l'uomo a saltarmi addosso e a provarci. questa volta non avevo colpe nonostante ci avesse beccati a scopare. Mamma si lasciò convincere da mè,anche se non mi perdonò il fatto di essermi messa l'intimo sotto e di aver fatto ancora una volta la Troia. potevi rifiutare mi ha detto, io che rifiutavo un'uomo nudo che vuole aprirmi il culo???? non sia mai, Troia ero e Troia rimanevo. ma tornai a ripetere a mamma che non avevo colpe e quell'uomo era un maiale non uno psicologo, andava denunciato, e quando L'uomo usci' dal bagno rivestito e ricomposto, era tardi... Mamma aveva chiamato già i carabinieri che stranamente questa volta arrivarono giusto in tempo per denunciare l'uomo di violenza sessuale su di me e stavolta il porco non ebbe scampo, davanti Me e mamma tentò di dire che "ero stata consenziente e che Mamma stessa aveva detto che ero una Vaccona, un travestito di merda che si divertiva a inguaiare la gente per bene che lavora." queste furono le sue parole davanti alle forze dell'ordine, ma non riusci' comunque a farla franca. alla fine finimmo tutti in questura per formalizzare la denuncia. insomma un pomeriggio sprecato a fare avanti e indietro da uno sportello all'altro per incastrare quel Maiale. la cosa che non mi è dispiaciuta invece di tutta quella faccenda, fu la breve ma intensa scopata che feci con l'uomo, anche se era un porco tutto sommato aveva un bel cazzo e sapeva usarlo anche troppo bene. feci capire a Mamma che per una volta nella vita mi diede ragione, che certe persone sono solo li per fregar soldi agli altri e che io non avevo bisogno di uno psicologo, ma avevo solo bisogno di sfogare la mia passione per il cazzo. Non so se Mamma abbia realmente compreso il mio discorso alla fine, ma per quella volta me l'ero cavata cosi'. ma la cosa non fini' li', dato che la Troia che c'era in me, era sempre pronta a farsi sfondare il culo e la bocca dal primo che capitava, Capite com'ero messa a quel tempo? una vera Ninfomane insomma, il cazzo non mi bastava MAI. L'occasione mi ricapitò presto, dato che come ripeto, non mi facevo mai scappare un uomo che mi passasse accanto. nel quartiere dove abitavamo si era sparsa la voce tra i tanti extracomunitari che abitano li intorno, che ero una gran Vaccona, e che se provocata non avrei saputo resistere. quindi capitava spesso che molti suonassero alla nostra porta per tentare di farsi una scopata con me, e magari cercare di coinvolgere pure Mamma. ma visto che avevano capito che Mamma non ci stava ed era pronta ogni volta a chiamare la Polizia, gli Extracomunitari avevano puntato solo su di me, mandandomi di continuo Messaggi espliciti, e cercando sempre di contattarmi in un modo o nell'altro. la scena era quella, io che cercavo di farli entrare in ogni modo in casa, e Mamma che prontamente bloccava ogni mio tentativo. ma alla fine la vinsi io, sapendo che alla sua età non era piu' cosi' furba e attenta, approfittai di una sua distrazione per farmi consegnare al volo un paio di pizze da uno di questi ragazzo mulatti e vogliosi di infilare il loro bel cazzo duro, dentro me. approfittando che Mamma si faceva spesso la doccia di primo pomeriggio, giocai d'anticipo, e chiamai la pizzeria dove sapevo che lavorava uno dei ragazzi che spesso mi veniva a portare le consegne a domicilio,e dissi di venire alla svelta a portarmi la sua pizza piu' buona, quella con la salsiccia. Mamma sapevo rimaneva bloccata in doccia per una buona fetta di tempo in bagno, mentre io ne potevo aprofittare e farmi sbattere dal ragazzo in un paio di minuti. tanto quelli han poca resistenza e venivano quasi subito. cosi' feci alla fine, come da copione, Mamma si chiuse in bagno poco prima di pranzo, io che giravo sempre in casa già in intimo (cosa che mamma mi aveva permesso solo se stavo lontana da finestre e porta) aspettai con ansia il Ragazzo egiziano. finalmente arrivò suonando il citofono, che fortunatamente Mamma non senti, dato che era sotto la doccia, feci salire il Ragazzo e lo attesi con la porta semi chiusa. finalmente il mulatto sali' le scale e arrivò alla mia porta, ovviamente senza pizza, la pizza era una scusa come vi ho spiegato. lo feci subito entrare senza far rumore, e lo feci subito accomodare in camera da letto, proprio dove dormivo con mamma nel grosso lettone matrimoniale a due piazze. Mamma era chiusa in bagno e non la disturbammo, iniziai subito a denudarlo e prendergli in bocca il suo bel cazzo già duro e lungo, per me era come scartare un regalo prima di natale, era come mangiare un frutto proibito e piu' era vietato, piu' me lo gustavo, lo succhiai cosi' avidamente, che il ragazzo mi sborrò in gola al primo colpo riempiendomi la bocca di calda sperma bianca che ho prontamente ingoiato fino all'ultima goccia. non era finita, mi misi a pecorina e lasciai che il Ragazzo ancora voglioso, mi scostasse da un lato il filo del perizomino nero, e mi appoggiasse la sua grossa cappella ancora gocciolante di sperma tra le natiche. in un secondo l' egiziano fu dentro di me, spingendo forte dentro e fuori, avanti e indietro, tenendo un bel ritmo veloce, Sentivo l'acqua della doccia in bagno a due passi da noi, godevo come la Puttana che ero, mentre Mamma si stava lavando a pochi passi da me sfondata dal Ragazzo nudo dietro, che ci dava dentro facendomi mugolare di piacere ad ogni spinta. finalmente Mamma usci' dal Bagno, con addosso il suo accappatoio allacciato in vita e chiuso ovviamente, con un'asciugamano si stava strofinando i capelli bagnati, fece pochi passi e raggiunse la camera da letto che sta attaccata al bagno. immaginatevi la sua faccia non proprio allegra di vedermi a pecorina con un bel cazzo lungo e duro, che faceva il suo dovere dentro al mio culo. e questo egiziano mulatto nudo dietro di me che mi teneva per i fianchi. la vidi, e gli feci un sorrisetto beffardo, come per dirgli 'te l'ho fatta... son piu' furba di te.' di solito avrebbe sbraitato, fatto la solita paternale, e cacciato via a malo modo il ragazzo. almeno era questa la prassi che mi aspettavo da lei, invece questa volta con mia piacevolissima sorpresa, Mamma non fece nessuna di quelle cose. forse stanca di combattere con me su queste cose, forse ormai rassegnata o esasperata dalle continue porcate che gli facevo assistere,rimase li' in piedi ammutolita per qualche secondo prima di parlare, e quando lo fece scelse le parole accurate e mirate, la voce tranquila e un po sospirata ma non certo incazzata disse: "Alla Fine Me l'hai Fatta Ancora... Son Stanca di starti dietro come avessi 10 anni.. sei grande, certe cose le dovresti sapere da solo... (mi parlava al maschile) non riesco proprio a cambiarti...." intanto che diceva queste frasi, il Ragazzo egiziano non aveva smesso un secondo di sfondarmi il culo, a lui poco fregava se c'era o meno Mamma, non aveva vergogna, e continuava a fare il suo dovere di maschio sul mio bel culo largo. risposi a Mamma con la stessa calma che mi aveva parlato lei e le risposi cosi': " Mamma, e inutile che tenti di cambiarmi, sono quello che vedi, non potrai mai tenermi lontana dai maschi mi spiace.. rassegnati e lasciami vivere la mia vita da Troia. te lo chiedo per favore... cerca di comprendere... cerca di capire una volta per tutte... " Lei Guardandomi bene, e vedendo come godevo ad ogni spinta del mulatto alla fine si arrese, continuando ad asciugarsi i capelli bagnati con l'asciugamano disse: 'Capisco, o meglio cerco di capirti.' poi si voltò verso la porta, e tornò in bagno lasciandoci di nuovo soli con la porta aperta ma soli. il mulatto Egiziano,che non si era mai scomposto durante tutto il tempo dell'intrusione di Mamma, fini' il suo dovere svuotandosi le palle nel mio bel culo Ormai largo, allagandomi tutta. senza tanta fretta, si è rivestito sorridendomi soddisfatto, e in un italiano stentato mi ha Detto 'Ciao.. viengo anche la prossima volta.. porto Amico.' l'ho accompagnato alla porta, coprendomi con il lenzuolo del letto avvolto addosso. ho chiuso la porta sospirando, e mi sono fermata sulla porta del bagno da Mamma per parlarle piu' tranquillamente. Lei si stava vestendo, mi tolsi il lenzuolo di dosso per metterlo a lavare, dato che si era sporcato di sperma. con una mano mi passai il palmo sul buchetto, era Bello slabbrato, e ancora usciva della sperma che gocciolava a terra. Mamma prese un fazzoletto di carta, mi disse 'Girati, stai sporcando tutto il pavimento..' mi voltai dandole le spalle, e lasciai che mi pulisse la sperma rimasta tamponandomi con il fazzoletto il buco del culetto largo. 'Grazie Mamma, sei una santa donna' le ho sussurrato con un mezzo sorriso sulle labbra. Mamma mi diede in mano il fazzolettino con cui mi aveva ripulito e mi disse 'Tiè Buttalo'... mi voltai e l'abbracciai buttandogli le braccia al collo e baciandola sulla guancia, mentre avevo ancora addosso l'intimo e il cazzo ormai moscio dopo esser venuta a mia volta poco prima, fuori dal tanga. 'Adesso non mi riempirai la casa di questa gente spero' ha detto Mamma, 'No non ti preoccupare Cara, sarò molto piu' discreta te lo prometto, basta sapere che mi lascerai fare la Troia, e che posso contare sul tuo consenso', gli ho risposto io con una faccia da vaccona. In sostanza non ho mai cambiato la mia natura da Troia, ho solo cercato invece di convincere ogni santa volta Mamma che doveva lasciarmi fare ciò che dovevo fare. se una Nasce Puttana, non la cambi finchè vive, e la natura, le cose vanno cosi' e bisogna saperle accettare se si vuol davvero bene a quella persona.

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