• Pubblicata il:
  • Autore: FORZA TORO!
  • Categoria: Racconti etero
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LIJUBA

Quel pomeriggio, ho incontrato Lijuba per la settima volta in sette giorni. Aveva circa 22 anni, capelli neri ed occhi lucenti e scuri. Bellissima e giovane, era vestita con una camicia a fiori ed una gonna che la facevano sembrare più vecchia. Alle orecchie portava due pesanti orecchini a forma di cerchio. Era sempre al solito posto, davanti al supermercato, con un cartello in cui erano scritte in italiano storpiato alcune parole per impietosire i passanti. Come al solito, all'uscita le ho dato 50 centesimi, ma stavolta mi sono fermato e le ho offerto un succo di frutta. Ci siamo seduti su una panchina, abbiamo bevuto i nostri succhi con la cannuccia, e la sua diffidenza è scomparsa in pochi secondi. In fondo, era contenta che, oltre a farle la carità, qualcuno le parlasse. Nonostante il finto cartello, conosceva benissimo la nostra lingua. Era figlia di nomadi di origine slava, e disse subito con orgoglio che i suoi familiari non avevano mai rubato e che lavoravano come giostrai o, al massimo, chiedevano l’elemosina. Però, subito dopo, aggiunse con tristezza che a mendicare erano solo le donne ed i bambini. Io ero ipnotizzato dalla sua bellezza semplice ed autentica. E, come avrei fatto con quasiasi altra ragazza italiana o straniera, le ho chiesto se voleva venire a cena con me. La proposta non era molto originale, gliel'avevano già fatta in tanti, ma lei aveva sempre rifiutato. Aveva già litigato diverse volte con il padre perchè non voleva chiedere la carità e, a maggior ragione, non voleva passare per una prostituta. Comunque, dopo avermi guardato negli occhi e nell'anima come una chiromante, ha sorriso ed ha accettato. Il tempo di una breve telefonata per avvisare i suoi, di una veloce rinfrescata nella toilette del supermercato, ed è ritornata più bella di prima. Nascosti nella borsa il fazzoletto sulla testa e lo scialle da zingara, con un po' di rossetto sembrava Penelope Cruz! L'ho fatta salire in macchina, una vecchia Punto del 2005. - Scusami Lijuba, io non sono ricco ed una ragazza come te meriterebbe una macchina di lusso. - Di lusso? Come vecchie Mercedes e BMW dei miei parenti? Nooo, stasera io sono italiana e sono felice! L'ho portata in uno dei ristoranti più famosi di Torino, volevo farla sentire importante, volevo che avvertisse che ero orgoglioso di stare con lei. Ok, forse volevo anche scoparmela, ma come qualsiasi altra ragazza attraente di Genova, di Roma o di Palermo. Non ero certo lo sporcaccione che, con qualche banconota, voleva comprare il suo corpo. Lijuba era intelligente, percepiva la mia sincerità con allegria e disincanto, sapeva già che forse questa era l'unica volta in cui avremmo trascorso del tempo insieme. Invece io ero rapito dalla sua bellezza, dalle sue forme, dalla sua bocca e dal suo accento slavo. Desideravo rivederla, stare con lei, fare l'amore e chissà, un giorno, sposarla. Abbiamo ordinato pietanze tipiche della regione, nessun eccesso. Lijuba non voleva approfittare dell'occasione e mi indicava di scegliere i cibi meno cari. L'unico strappo l'ho fatto io: un fiasco di Barbera DOC con 15 gradi di tasso alcolico. Dopo un bicchiere o due, mentre mangiavamo, ho cominciato a farle la corte. Lei era molto più affamata, sorrideva e divorava il cibo interrompendosi solo per bere un po' di vino, che peraltro reggeva molto meglio di me. Io avevo già l'uccello così duro che mi arrivava alle tonsille. Lei, non so come (ancora la chiromante?), se n'è accorta. Senza fare una piega, si è alzata ed ha sussurrato: - Ti aspetto nel bagno delle donne... L'ho raggiunta usando la giacca per nascondere l'erezione, sono entrato nell'unica toilette delle donne con la luce accesa e l'ho trovata con la lunga gonna sollevata ed arrotolata fino all'ombelico. Era già senza mutande, la sua fica pelosa odorava di lavanda ed il suo culo statuario sovrastava due lunghe gambe scure e lisce. Tutta la sua pelle era scura, come se fosse abbronzata, ma in realtà era una caratteristica della sua etnia. Ha chiuso la porta a chiave, mi ha fatto sedere sul coperchio del water incredibilmente pulito (avevo fatto bene a scegliere un ristorante di lusso!), mi ha abbassato pantaloni e mutande e si è infilata il cazzo super-durissimo in vagina senza problemi. Mentre andava su e giù, l'odore di lavanda si faceva più intenso. Quando ho capito che aveva usato una crema lubrificante profumata, stavo già per venire e gliel'ho detto. Lijuba si è alzata in piedi e mi ha masturbato fino alla rapida eiaculazione, diciamo pure un'eiaculazione precoce! CONTINUA

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29/09/2016 14:44

dario

Cazzata da oscar!

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