• Pubblicata il:
  • Autore: FORZA TORO!
  • Categoria: Racconti etero
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LIJUBA - 2^ parte

Ero estasiato, ma mi vergognavo di essere venuto così in fretta. Allora l'ho fatta mettere seduta sul lavandino e le ho leccato labbra, clitoride, vagina ed ano, a lungo e con passione. Quando ha inarcato la schiena e si è messa a tremare, ho capito che anche lei aveva goduto. Avevo la lingua viola, color lavanda, ma ero felice. Siamo tornati al tavolo in momenti diversi per non alimentare i sospetti dei numerosi clienti vip, calciatori, attrici ed attricette. Adesso anch'io avevo fame, mi sono sciacquato la bocca con un bel bicchiere di barbera ed abbiamo ordinato altri due piatti di agnolotti al plin e due coppe di gelato con panna montata. Ce li siamo divorati finendo anche il barbera. Ho pagato il salatissimo conto e, per fare lo splendido, ho lasciato anche 50 centesimi di mancia! Alè... si vive una volta sola! Quando siamo rientrati in macchina, faceva un po' freddo ed ho acceso il motore ed il riscaldamento. E' stata ancora lei a prendere l'iniziativa. - Tu sei un “gagè” (così i nomadi Sinti chiamano gli italiani), ma sei gentile, mi hai trattato come un'italiana e non ti sei vergognato. Sei una buona persona, dammi la mano sinistra e ti predirrò il futuro. Il barbera ed il sesso in bagno mi avevano reso meno timido e, non so perchè, mi è venuto in mente che non ci eravamo mai baciati. Allora le ho dato la mano, ma l'ho anche baciata. Lei ha contraccambiato, ha spalancato la sua bocca intrecciando la sua lingua con la mia, e si è spogliata mentre spogliava anche me. Ho acceso la luce di cortesia. Il suo seno era tornito, sodo, giovane, ed i capezzoli quasi neri sapevano di mandorla. Sulle braccia e sulla schiena aveva dei tatuaggi tribali e, intorno alla passera, una miriade di peli neri come la pece. Il suo corpo sinuoso si è unito al mio come un francobollo. Lijuba era sopra di me, strusciava la fica bagnata sul mio cazzo rigido e stava per auto-penetrarsi, ma io l'ho fermata. - Voglio fare l'amore in modo classico, all'italiana. Mi sto innamorando di te e vorrei vederti ancora, ancora ed ancora. Però sento che tu sei lontana e sei troppo bella per uno come me... - Taci gagè, nessuno conosce il domani. Adesso facciamo l'amore fino in fondo, perciò metti questo... non posso rimanere incinta. Ha preso dalla borsa un preservativo rumeno e si è distesa sui sedili abbassatI a gambe aperte. La luce di un lampione evidenziava la sua vagina unta e la sua pelle scura e vellutata. Ho srotolato il profilattico sull'uccello duro più che mai, era lubrificato solo all'interno, ma lei era eccitata e l'ho penetrata senza difficoltà. Dopo averlo spinto il più avanti possibile, ho iniziato a pompare e, muovendo il bacino, a roteare il membro dentro di lei. Poi ancora a pompare ed a roteare senza fretta. Volevo che fosse una scopata lunga, vedere i suoi capezzoli eretti e sentire i suoi gemiti. Sarebbe stata Lijuba ad accellerare il ritmo in prossimità dell'orgasmo, io dovevo controllarmi e lo facevo pensando all'ultima disastrosa partita del Torino. Per fortuna, non c'è voluto molto tempo. In dieci minuti scarsi, il suo respiro è diventato veloce, ha cominciato a gemere afferrando il mio culo e spingendo il cazzo sempre più in fondo, più in fondo... Finchè, vibrando, ha gridato: "Am avut deja un orgasm foarte puternic, încerca i să vă bucure, de asemenea, cât mai curând posibil..." e, mio malgrado, ho perso il controllo sborrando come una fontana. Ci siamo distesi sui sedili abbassati e, mentre le accarezzavo il viso e le tette, ho domandato: - Perfavore, mi traduci la frase in rumeno che hai detto prima? - Ho detto: "Ho già avuto un orgasmo molto forte, cerca di godere anche tu prima possibile". Perchè me lo chiedi? Meno male! Gasato come un mandrillo, l'ho baciata mille volte, una su ogni centimetro di pelle. Alle 23.30, l''ho accompagnata al campo nomadi e, prima che scendesse, le ho chiesto se ci potevamo rivedere, se potevo aiutare lei e la sua famiglia, anche coi pochi soldi che avevo. Lei mi ha baciato in bocca con passione, mi ha sorriso e ha detto: - Addio gagè, il tuo ricordo vivrà sempre con me, ma le nostre strade sono troppo diverse... Il pomeriggio dopo, sono tornato davanti al supermercato per incontrarla, ma Lijuba non c'era più. La sua roulotte e le altre erano già lontano... in un'altra città. FINE

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29/09/2016 15:00

mirko

ziingara e bella è un binomio difficile da credere! Comunque i gusti sono gusti!! Storia davvero strana...

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