LA PRIMA INCULATA

LA PRIMA INCULATA Ivana aveva 23 anni come me, ma aveva scopato di più ed aveva più esperienza. Visto che eravamo compagni di università ed il suo attuale partner la tradiva, un giorno di fine maggio mi invitò a casa sua e mi scopò. Io avevo un'altra ragazza però abitava lontano e, conoscendo Ivana, pensavo di passare una bella estate di sesso, così mi misi con lei. Ne' io ne' lei avevamo ancora una macchina nostra. Così, dopo i primi mesi estivi di sesso nella macchina dei genitori, di coiti in camporella, nelle case in costruzione e nei garage, col sopravvenire del freddo autunno, abbiamo usato la scusa di studiare insieme per scopare a casa mia. E' stata una continua escalation di sesso e nuove esperienze (almeno per me) che è durata fino alla primavera successiva. Dopo la reciproca masturbazione, le trombate classiche dal davanti, le montate alla pecorina, le leccate di figa ed i pompini con ingoio, Ivana aveva bisogno di qualcosa di nuovo. Durante la pausa di 10 minuti seguita all'ennesimo pompino, un bel pomeriggio mi ha guardato con occhi maliziosi e mi ha detto: - Senti, perchè non proviamo a farlo da dietro? - Ma, veramente, è un pezzo che lo facciamo da dietro... - Nooo, io voglio dire proprio "da dietro". Le mie amiche dicono che è bellissimo... Fino a quel momento, mi ero limitato ad infilarle uno/due dita nell'ano mentre lei mi spompinava. - Sei sicura? Guarda che il cazzo è più grosso delle dita.. Per tutta risposta, si è messa a giocare col mio uccello per farmi avere un'altra erezione e si è accuratamente spalmata il culo con l'abbondante unto della sua fica, da sempre affetta da vaginite cronica come quella di sua madre. Quando l'ha visto abbastanza duro, si è messa alla pecorina invitandomi ad incularla. Un po' per la sorpresa, un po' perchè avevo sborrato da 10 minuti, il mio pene non era così convinto di entrare in quel buchetto, non voleva farsi male. Ma Ivana insisteva. Ha iniziato ad ondeggiare il suo sederone strofinandolo sul mio cazzo titubante e, quando ha capito che era il momento, l'ha puntato nel suo buco del culo esortandomi: - Sono la tua vacca, inculami... Ho spalmato un altro po' di secrezione vaginale, ho inserito e disinserito una/due dita per aprire il passaggio ed ho spinto la mia cappellona dentro l'ano con prudenza. - Ahia... ahia!... Fai piano... - Vuoi che smetta? - No, no... vai avanti... Non è che mi piacesse tanto, sentivo dolore e mi sembrava di schiacciare il cazzo accorciandolo, ma lei continuava: - Ecco... così... mettilo dentro tutto... comincia a piacermi... Ha iniziato e sospirare ed il suo culo si è dilatato accogliendo volentieri il nuovo ospite. - Aaaah... mmmmh... è bellissimo! Spingi amore mio, spingi... In pochi minuti, ha accellerato il ritmo ed ha goduto due volte. Poi io ho eiaculato ed ho estratto in fretta il cazzo sofferente... era pieno di merda! Ho guardato il suo buco del culo. Gocciolava sborra ed era aperto come il traforo del Brennero! Da allora, finchè lei non si è innamorata di un professore e si è trasferita a Belluno, la sodomia è stata il suo piatto preferito. E, da quando finalmente mi ha lasciato, io evito accuratamente di fare sesso anale.

Vota la storia:




28/07/2016 14:40

pixel

Per le stronzate che scrivi meriteresti un bel aids!! Racconto inventato e patetico!!

Per commentare registrati o effettua il login

LOGIN
REGISTRATI

Errore

Hai dimenticato la password? Errore
Attendere prego
Registrati ora!