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  • Autore: DIEGO_EMME
  • Categoria: Racconti etero
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FISIOTERAPISTA O TOY BOY? - prima parte

FISIOTERAPISTA O TOY BOY? - prima parte Serena era una delle più belle donne del paese. Rimasta vedova a soli 42 anni, con una figlia a carico, i pochi soldi della pensione di reversibilità del marito non bastavano. Così aveva ricominciato a lavorare come colf-badante a ore. Tutti avevano sempre ammirato i suoi occhi verdi, la sua pelle profumata, i denti perfetti, il suo corpo ancora magro, arricchito da due seni densi e da un sedere scolpito. Nonostante il fisico così giovanile, doveva sottoporsi a terapie termiche e fisiatriche per una dolorosa ernia vertebrale. Le sue condizioni economiche erano precarie, l'ASL di Olbia non la rimborsava, perciò era costretta ad arrangiarsi e io, vista la situazione e senza nessun secondo fine, le facevo un prezzo speciale. Come sempre, dopo essere entrata in palestra, è andata nella saletta massaggi e si è tolta camicia e canotta, rimanendo in reggiseno. Per prima cosa, dovevo eseguire un serie particolare di pressioni sulla colonna verebrale e, per finire, applicare una cintura termica sulla zona interessata per almeno mezz'ora. Inutile dire che era difficile non cedere alla tentazione con una donna così attraente. Ormai erano passati due anni dalla perdita del marito, il rispetto e il timore dei primi mesi si mescolava a un desiderio sempre più forte di provarci. Quel pomeriggio in particolare, sentivo il suo respiro diventare più veloce e ho notato che i capezzoli si erano gonfiati e irrigiditi. Cercavo di mantenere il controllo, ma il suo odore, i grandi seni e la pelle vellutata, hanno avuto la meglio. Serena taceva, come se mi stesse leggendo nella mente. Quando ho avvicinato le mie labbra alle sue, non ha opposto resistenza. Mi ha baciato con violenza attirando la mia lingua contro la sua. Poi mi ha afferrato le mani e le ha premute sulle mammelle turgide che ho cominciato a succhiare con gusto. Lei, seduta ad occhi chiusi, teneva il seno sollevato come per offrirmelo, e percepiva la mia saliva che le bagnava i capezzoli eretti. Ho chiuso a chiave la porta della saletta per evitare sorprese sgradevoli e mi sono spogliato dalla vita in giù. Avevo il pene rigido e pronto all'attacco. Lei lo osservava con desiderio mentre io le toglievo la gonna e le mutande. Accovacciato di fronte a lei, annusavo il suo corpo nudo e l'odore intenso della vagina. - Credimi Serena, tu sei davvero la più bella donna del paese! E non devi preoccuparti, nessuno saprà mai niente di questo incontro... CONTINUA

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01/02/2017 14:42

pietro

Caro playboy da tastiera, su che sito hai visto questo film porno?

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