• Pubblicata il:
  • Autore: MIRELLA STAR
  • Categoria: Racconti bisex
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ATTRICE O ESCORT? (prima parte)

ATTRICE O escort (prima parte)

Il mio fidanzato tedesco mi ha accompagnato alla stazione di Berlino. Dovevo prendere il treno con vagoni letto City Night Lline per Roma. Dopo 18 mesi di scuola di recitazione internazionale, finalmente avevo ottenuto un contratto per un film da girare come co-protagonista.
Lui non era molto contento e abbiamo litigato furiosamente fuori dal treno.
- Du bist eine schlechte verblendet, und ich bin es leid ihre grössenwahn. Wählen Sie: entweder diesen dummen film oder mich! (Tu sei una povera illusa, e io sono stanco delle tua manie di grandezza. Scegli tra il film e me!)
- Ah sì? Allora sai cosa faccio? Scelgo il film e vado a letto col primo che mi capita!
Mentre lui se ne andava imprecando, il capotreno ausiliario mi ha aiutato a caricare i due trolley. Anche lui era italiano, piuttosto bello, alto e gentile.
A causa degli iniziali scambi di binario, nel corridoio si ondeggiava parecchio, così mi ha afferrato con le sue braccia forti, mi ha guidato fino alllo scompartimento prenotato e ha sistemato i bagagli. Ha chiuso la porta scorrevole con una chiave speciale, ha tirato le tendine, si è seduto vicino a me e, all'improvviso, mi ha baciato con passione. Io l'ho assecondato ma, quando sono riuscita a respirare di nuovo, mi sono incazzata.
- Hey, come si permette? Ci siamo appena conosciuti e lei mi mette la lingua in bocca?
- Mi scusi Claudia, il mio nome è Federico °°°°°°°°°°°°°, il suo l'ho saputo durante il litigio con uomo prima della partenza. Non sono riuscito a trattenermi, lei non è soltanto bella, ma vedo nei suoi occhi la scintilla di un fuoco mai spento, come un desiderio mai cancellato.
Ero sorpresa e lusingata, e lo sono stata ancora di più quando mi ha nuovamente baciato. La sua lingua calda si attorcigliava alla mia con abilità ed esperienza. Avrei voluto oppormi, la mia testa diceva no, però il mio corpo gridava sì.
Mi sentivo come una puttana che la dava al primo arrivato, ma Federico era virile, attraente e consapevole del suo fascino. Mentre io avevo appena lasciato il mio fidanzato.
- Claudia, la prego, mi sono innamorato di lei all'istante. Non si neghi... o divento pazzo.
- Lei è già pazzo!
A dire il vero, non avrei voluto negarmi, ma il pudore e la situazione del treno mi bloccavano. La mia resistenza ha cominciato a vacillare definitivamente quando, per la terrza volta, la sua lingua ha pentrato la mia bocca e le sue mani, forti eppure gentili, mi hanno coricato sulla schiena e sono scivolate sotto la gonna accarezzandomi le cosce.
Federico ha proseguito le carezze scavalcando le mutandine e ha guidato la mia mano sulla patta dei suoi pantaloni. Sentivo chiaramente che il suo cazzo si ingossava, si allungava, ed ero eccitatissima.
Ho inarcato leggermente il bacino divaricando le gambe e aiutandolo a sfilarmi le mutande già intrise di umore vaginale.
Ho liberato il suo uccello da pantaloni e slip. Maneggiandolo, ho percepito la sua durezza, la sua carne calda e palpitante, il suo odore di maschio, e l'ho infilato nella mia fica bagnata. Lui era molto resistente e mi ha pompato senza sosta per un quarto d'ora, facendomi avere 2-3 orgasmi. E' stato bellissimo! Alla fine, quando l'ha tirato fuori e mi ha sborrato sulla pancia, per ringraziarlo gli ho leccato il cazzo finchè non era pulito.
Abbiamo fatto un break alla fermata di Monaco. Dopo un'ora, Federico si è ricomposto, è uscito chiudendo la porta a chiave, e ha fatto il suo lavoro. Passati 30 minuti, è rientrato e, sicuro che nessuno potesse disturbarci per un'altra oretta, mi ha lubrificato l'ano con la sua saliva e il mio unto vaginale. Poi mi ha lungamente inculato dal davanti, usando uno dei trolley per sollevarmi il sedere. Un trionfo! Poi io ho dormito e lui è tornato al suo turno di notte.
Mezz'ora prima della fermata di Roma Termini mi ha avvisato e aiutato a scendere coi bagagli. Ci siamo salutati con discrezione. Lui non ha chiesto il mio numero di telefono e io non ho chiesto il suo.
So che qualcuno di voi penserà che fare sesso in treno con uno sconosciuto è indecente. Ma dopotutto... se non ci fidiamo neanche dei capotreno!
CONTINUA

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18/08/2016 23:51

paola

Solita cavolata scritta d a una donna patetica!! O magari scritta da un gay!!

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